La parola al Presidente

La parola al Presidente

Con la costruzione dell’ampliamento della sede, tutti gli uffici dell’Avis sono stati trasferiti al primo piano, ed è qui che mi dirigo per intervistare il nostro giovane presidente, Matteo Allodi. Conoscendolo da diversi anni e (in un certo senso) avendolo visto crescere, non mi stupisco nel vederlo vestire i panni di Presidente di una sezione Avis.

Trovare nel ruolo di Presidente un ragazzo giovane mi rende ottimista, la prima domanda mi sorge quindi spontanea…

Come mai hai deciso di accettare la carica di Presidente, una carica sì onorevole ma anche onerosa come impegno?

Perché mi hanno obbligato! Scherzo ovviamente...una sfida stimolante, per mettermi alla prova, ma soprattutto per cercare di dare una svolta e un segnale a tutti, con la speranza che venga colto dai cittadini. L’Avis, così come le altre associazioni di volontariato, ha bisogno di forze nuove.

Così proseguo:Come sei entrato a fare parte dei volontari Avis?

Tutto merito di un consigliere che ha coinvolto me e alcuni miei amici illustrandoci e spiegandoci le attività dell’associazione, fino al nostro ingresso nel mondo del volontariato Avis.

Prima hai parlato di forze nuove: data la tua età e considerato che sei entrato nel mondo Avis poco più che ventenne, dal tuo punto di vista cosa può fare l’Avis per i giovani ed i giovani per l’Avis?

Dato che i giovani fanno fatica a rispondere e a dare segnali, l’Avis dovrebbe utilizzare maggiori energie per coinvolgerli e per cercare di convincerli ad entrare a far parte dell'associazione.

L’argomento giovani e futuro interessa molto il nostro Presidente, indi per cui continuiamo a parlarne. Dal momento che i giovani sono il futuro, come vede il futuro dell’Avis il "nostro" Presidente?

Domanda difficile, ma voglio essere ottimista. Con l'aiuto dei consiglieri e dei collaboratori più stretti possiamo e dobbiamo allargare la nostra "famiglia". Purtroppo è sempre più difficile trovare volontari e donatori, così la domanda sorge spontanea: Cosa fa l’Avis Sorbolo per trovarli? Ecco su questo punto possiamo sicuramente migliorare, ma qualcosa si sta già muovendo...

Finite le domande al Presidente, iniziano le domande al giovane donatore. Il primo quesito che rivolgo a Matteo è la classica Come sei venuto a conoscenza dell’Avis? Domanda apparentemente banale, ma che riserva una risposta curiosa e sorprendente.

Per scherzo! In V superiore, per saltare un’ora di lezione. Ricordo che una mattina durante un’ora di italiano alcuni rappresentanti dell’Avis sono venuti a presentarci l’associazione, offrendoci la possibilità di fare gli esami di idoneità in una autoemoteca appostata nel cortile dell’istituto. Così ho provato, forse solo per saltare una lezione... ma da lì è iniziata la mia avventura in Avis!

Cosa significa per te donare il sangue?

Donare un sorriso. Non so spiegare come e perché, ma dopo la donazione sto meglio, anzi mi sento meglio! 

Abbassate le tapparelle, chiudiamo la porta dell'ufficio. Fuori dalla sede, mentre ci stiamo salutando, esprimo un mio pensiero ad alta voce... “Matteo, l'anno scorso (2017) sei diventato Presidente ed hai anche inaugurato la nuova ala: un bell’onore ed un bell’impegno” …

È stata per me una grande emozione ed un grande orgoglio, anche se la maggior parte del lavoro ed impegno non è stato mio. Il merito è tutto dei vecchietti dell’Avis, perché è soprattutto grazie a loro che la macchina Avis funziona quotidianamente!


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